Create bisogni comunicativi
Non anticipate ogni sua richiesta: mettete alcuni giochi in vista ma fuori portata, così sarà portato a chiamarvi e a chiedere.
Logopedista dell'età evolutiva in libera professione a Prato. Accompagno bambini e ragazzi, insieme alle loro famiglie, nel cammino delle parole.

Sono una logopedista in libera professione e lavoro con bambini e ragazzi. Mi sono laureata in Logopedia all'Università di Siena con 110 e lode, con una tesi sulla comorbidità tra ASD e ADHD in bambini in età prescolare.
Dopo la laurea ho conseguito il master in Logopedia in età evolutiva all'Università San Raffaele di Roma: nutro una grande passione per gli ambiti che riguardano i più piccoli.
Negli anni ho imparato l'importanza di una presa in carico globale: per questo cerco sempre di costruire un rapporto anche con il mondo che ruota intorno al bambino, la famiglia e la scuola, per rendere l'intervento più mirato ed efficace.
Mi occupo di prevenzione, valutazione e trattamento delle difficoltà di comunicazione, linguaggio e apprendimento, dalla prima infanzia all'adolescenza.

Il bambino parla poco, si fa capire con fatica o costruisce frasi molto semplici. Tra i segnali: meno di 50 parole intorno ai 24 mesi, suoni non ancora completi dopo i 4 anni.
Difficoltà di lettura, scrittura e calcolo: dislessia, disortografia, disgrafia, discalculia.
Difficoltà persistenti nella comunicazione e nell'interazione sociale. Lavoro anche con strumenti di comunicazione aumentativa, come il PECS.
Bambini con sordità, impianto cocleare o protesi acustica. Alleniamo l'ascolto poco alla volta: prima i suoni dell'ambiente, poi le parole.
Simboli, immagini e ausili per comunicare quando le parole non bastano o non ci sono.
Ricevo a Prato, su appuntamento.
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La stanza dove giochiamo, raccontiamo e cresciamo.




Ogni attività è proposta in forma di gioco: si impara meglio quando ci si diverte.
I genitori sono parte attiva del percorso, non spettatori.
Scuola, pediatra e altri specialisti lavorano nella stessa direzione.
Nei primi anni il cervello è più plastico: riconoscere presto una difficoltà permette di intervenire in tempo.

Passo 1
Ci conosciamo, mi raccontate i vostri dubbi e capiamo insieme se serve una valutazione.
Passo 2
Raccolta anamnestica, colloquio con i genitori e osservazione diretta del bambino, con attività strutturate e momenti di gioco libero. Di solito richiede più incontri.
Passo 3
Condivido con voi i punti di forza e le fragilità emerse, e insieme decidiamo la strada più adatta.
Passo 4
Secondo il bisogno, può essere:
Passo 5
Il lavoro in studio continua a casa: così il bambino ha più occasioni per esercitarsi nella vita di tutti i giorni. Quando serve, mi confronto con insegnanti e altri specialisti.
Facciamo questo percorso insieme.
Ogni bambino impara a comunicare con i propri tempi. Ci sono però alcune tappe del linguaggio che, in base all'età, ci aiutano a capire cosa aspettarsi e a seguire la sua crescita.
Vocalizzi, sorriso sociale; si gira verso voci e suoni.
Lallazione (“ba-ba”, “da-da”), indica, saluta con la mano, capisce il proprio nome.
Prime parole; comprende richieste semplici come “dammi” e “vieni”.
Esplosione del vocabolario: almeno 50 parole a 24 mesi e prime frasi di due parole.
Frasi complete, risponde alle domande, si fa capire anche da chi non lo conosce.
Tutti i suoni della lingua sono presenti; racconta esperienze e brevi storie.
I prerequisiti della letto-scrittura: rime, sillabe, giochi con i suoni delle parole.
L'acquisizione del linguaggio è molto eterogenea: le tappe dello sviluppo non vengono raggiunte da tutti i bambini nello stesso momento.
Ogni bambino ha i suoi tempi. Ci sono però alcuni segnali per cui vale la pena chiedere un parere, senza allarmarsi.
Hai un dubbio? ParliamoneIl primo passo è un colloquio conoscitivo: ci conosciamo e valutiamo insieme il percorso più adatto.
Strategie semplici, da usare nel quotidiano, per stimolare i prerequisiti del linguaggio.

Non anticipate ogni sua richiesta: mettete alcuni giochi in vista ma fuori portata, così sarà portato a chiamarvi e a chiedere.
“Vuoi la mela o la banana?” Scegliere allena comunicazione, attenzione e decisione.
Si passa al successivo solo dopo aver riordinato il precedente: una routine di inizio e fine aiuta l'attenzione.
Macchinine, costruzioni, animali, cucina: cercare e mettere a posto allena comprensione e classificazione.
“Tocca a me… tocca a te!” oppure “tre, due, uno… via!”, allungando piano piano l'attesa.
Il rinforzo positivo è importantissimo: celebrate ogni piccolo obiettivo raggiunto.
Professionalità ed empatia. testo omesso Fin dalla prima seduta è riuscita ad entrare in relazione con la bambina, fatto non scontato, e a lavorare bene con lei, che ci è sempre andata molto volentieri. È sempre stata disponibile per qualsiasi necessità, puntuale, e ha sempre risposto velocemente ai miei messaggi. testo omesso
Empatia, sensibilità e grande professionalità descrivono la sua persona. testo omesso Per lei solo un grande grazie!
Professionista preparata e molto dolce con i bambini. Con mio figlio si è instaurato un buon rapporto: per lui le sedute erano un gioco testo omesso. Irene si è proposta anche per parlare con le maestre. Esperienza positiva!
Irene è una persona dolcissima ed una professionista. testo omesso ha insegnato anche a noi genitori come poterlo aiutare al di fuori delle sedute. Si è instaurata fin da subito complicità con il bambino e per lui è stato sempre un piacere andare alle sedute: ha imparato divertendosi.
Grande empatia con mio figlio e ci ha sempre resi partecipi, spiegandoci cosa facevano in seduta e come poter aiutare mio figlio anche a casa. Noi ci troviamo benissimo.
Persona preparata, testo omesso seria e professionale.
Fin dal primo incontro ha instaurato un rapporto di fiducia con mio figlio. testo omesso il bambino è sempre andato volentieri. testo omesso
testo omesso ha saputo creare subito un rapporto con mio figlio, tanto che vorrebbe andare da lei ogni giorno testo omesso. Competente ed empatica. testo omesso
Molto empatica e dolce con i bambini. testo omesso Molto puntuale e precisa attenta anche alle esigenze dei genitori.
Estratti, senza nome, dalle recensioni su MioDottore. Leggile tutte Come vengono verificate
Si articola in più momenti: raccolta anamnestica, colloquio con i genitori e valutazione diretta del bambino, con attività sempre proposte in forma di gioco. Al termine (di solito servono più sedute) c'è una restituzione ai genitori, in cui si condividono punti di forza e fragilità e si delinea un eventuale percorso.
Rivolgersi a una logopedista non significa per forza iniziare un trattamento. Dopo la valutazione le strade possono essere: counselling alla famiglia, trattamento indiretto (parent training) o trattamento diretto. Modalità e frequenza si concordano con la famiglia e possono cambiare nel tempo.
Non esiste una durata standard: dipende dalle difficoltà e dalla loro gravità, dall'età, dalla frequenza delle sedute e dal lavoro svolto a casa e a scuola. A volte si procede per cicli, alternati a periodi di monitoraggio.
Ogni bambino ha i suoi tempi, ma se a 24 mesi non conosce almeno 50 parole si inizia a parlare di ritardo di linguaggio. A 3 anni dovrebbe esprimersi con frasi comprensibili anche agli estranei, a 4 anni dovrebbe pronunciare tutti i suoni. Nel dubbio, meglio parlarne presto: quando serve un intervento, cominciare per tempo aiuta.
No, per un percorso privato non è necessaria. Se avete già valutazioni o relazioni di altri specialisti, portatele al primo incontro.
È un momento per conoscerci: mi raccontate i vostri dubbi, vi spiego come lavoro e valutiamo insieme il percorso più adatto al vostro bambino, a cominciare dal capire se serve una valutazione.
Se hai bisogno di più informazioni o vuoi fissare un incontro conoscitivo, sono sempre a tua disposizione.
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