Irene De Simone LogopedistaPrenota

Comunicare è trovare il proprio modo di esserci.Dott.ssa Irene De Simone, logopedista

Logopedista dell'età evolutiva in libera professione a Prato. Accompagno bambini e ragazzi, insieme alle loro famiglie, nel cammino delle parole.

Irene De Simone sorridente, in camice bianco

Piacere, sono Irene

Sono una logopedista in libera professione e lavoro con bambini e ragazzi. Mi sono laureata in Logopedia all'Università di Siena con 110 e lode, con una tesi sulla comorbidità tra ASD e ADHD in bambini in età prescolare.

Dopo la laurea ho conseguito il master in Logopedia in età evolutiva all'Università San Raffaele di Roma: nutro una grande passione per gli ambiti che riguardano i più piccoli.

Negli anni ho imparato l'importanza di una presa in carico globale: per questo cerco sempre di costruire un rapporto anche con il mondo che ruota intorno al bambino, la famiglia e la scuola, per rendere l'intervento più mirato ed efficace.

Formazione e iscrizioni

  • Laurea in Logopedia, 110 e lodeUniversità di Siena
  • Master “Logopedia in età evolutiva”Università San Raffaele, Roma
  • Formazione PECS, I livelloPicture Exchange Communication System
  • Corso di formazione sui DSADisturbi Specifici dell'Apprendimento
  • Albo dei Logopedisti, n. 446Ordine TSRM e PSTRP

Di cosa mi occupo

Mi occupo di prevenzione, valutazione e trattamento delle difficoltà di comunicazione, linguaggio e apprendimento, dalla prima infanzia all'adolescenza.

Irene legge un albo illustrato a un bambino nell'angolo lettura dello studio, su un materasso a stelle accanto a un grande peluche
  1. Il bambino parla poco, si fa capire con fatica o costruisce frasi molto semplici. Tra i segnali: meno di 50 parole intorno ai 24 mesi, suoni non ancora completi dopo i 4 anni.

  2. Difficoltà di lettura, scrittura e calcolo: dislessia, disortografia, disgrafia, discalculia.

  3. Difficoltà persistenti nella comunicazione e nell'interazione sociale. Lavoro anche con strumenti di comunicazione aumentativa, come il PECS.

  4. Bambini con sordità, impianto cocleare o protesi acustica. Alleniamo l'ascolto poco alla volta: prima i suoni dell'ambiente, poi le parole.

  5. Simboli, immagini e ausili per comunicare quando le parole non bastano o non ci sono.

Dove ricevo

Ricevo a Prato, su appuntamento.

Studio Itaca

  • Via Piero della Francesca 2
    Prato (PO)
  • Su appuntamento
  • +39 327 734 6259
    Telefono e WhatsApp

La mappa è di Google

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Lo studio

La stanza dove giochiamo, raccontiamo e cresciamo.

Un tavolino in legno con una tovaglietta dei pianeti e seggioline a righe colorate, uno specchio ad arco alla parete, un peluche di Pikachu su una seggiolina e tante bolle di sapone
L'angolo lettura: mensole con albi illustrati, due peluche su un pouf a stelle e un tappeto con strade e casette
La stanza di terapia: uno scaffale pieno di giochi, il tavolino con le seggioline colorate davanti allo specchio, un peluche di Pikachu e una libreria in legno
Un timer visivo colorato appoggiato sul tavolino, davanti allo specchio

Come lavoriamo, un passo alla volta

  • Il gioco come strumento

    Ogni attività è proposta in forma di gioco: si impara meglio quando ci si diverte.

  • La famiglia al centro

    I genitori sono parte attiva del percorso, non spettatori.

  • Una rete intorno al bambino

    Scuola, pediatra e altri specialisti lavorano nella stessa direzione.

  • Intervenire presto

    Nei primi anni il cervello è più plastico: riconoscere presto una difficoltà permette di intervenire in tempo.

La scrivania chiara dello studio con la sedia blu e, davanti, due sedie con il cuscino verde; alla parete i disegni dei bambini e, dalla finestra, gli alberi
  1. Passo 1

    Primo colloquio conoscitivo

    Ci conosciamo, mi raccontate i vostri dubbi e capiamo insieme se serve una valutazione.

  2. Passo 2

    Valutazione

    Raccolta anamnestica, colloquio con i genitori e osservazione diretta del bambino, con attività strutturate e momenti di gioco libero. Di solito richiede più incontri.

  3. Passo 3

    Restituzione

    Condivido con voi i punti di forza e le fragilità emerse, e insieme decidiamo la strada più adatta.

  4. Passo 4

    Il percorso su misura

    Secondo il bisogno, può essere:

    • Counselling alla famiglia: consigli pratici da applicare a casa e incontri di monitoraggio.
    • Trattamento indiretto (parent training): vi guido nell'interazione quotidiana con il bambino.
    • Trattamento diretto: sedute riabilitative con il bambino.
  5. Passo 5

    Insieme, a casa e a scuola

    Il lavoro in studio continua a casa: così il bambino ha più occasioni per esercitarsi nella vita di tutti i giorni. Quando serve, mi confronto con insegnanti e altri specialisti.

Facciamo questo percorso insieme.

Le tappe del linguaggio

Ogni bambino impara a comunicare con i propri tempi. Ci sono però alcune tappe del linguaggio che, in base all'età, ci aiutano a capire cosa aspettarsi e a seguire la sua crescita.

  1. 0–6 mesi

    Vocalizzi, sorriso sociale; si gira verso voci e suoni.

  2. 6–12 mesi

    Lallazione (“ba-ba”, “da-da”), indica, saluta con la mano, capisce il proprio nome.

  3. 12–18 mesi

    Prime parole; comprende richieste semplici come “dammi” e “vieni”.

  4. 18–24 mesi

    Esplosione del vocabolario: almeno 50 parole a 24 mesi e prime frasi di due parole.

  5. 3 anni

    Frasi complete, risponde alle domande, si fa capire anche da chi non lo conosce.

  6. 4 anni

    Tutti i suoni della lingua sono presenti; racconta esperienze e brevi storie.

  7. 5–6 anni

    I prerequisiti della letto-scrittura: rime, sillabe, giochi con i suoni delle parole.

L'acquisizione del linguaggio è molto eterogenea: le tappe dello sviluppo non vengono raggiunte da tutti i bambini nello stesso momento.

Quando rivolgersi a una logopedista

Ogni bambino ha i suoi tempi. Ci sono però alcuni segnali per cui vale la pena chiedere un parere, senza allarmarsi.

Hai un dubbio? Parliamone

Il primo passo è un colloquio conoscitivo: ci conosciamo e valutiamo insieme il percorso più adatto.

  • Sembra che non comprenda parole e richieste semplici
  • A 2 anni dice meno di 50 parole, o non ha ancora iniziato a parlare
  • A 3 anni non viene capito quando parla, non pronuncia bene alcuni suoni o li scambia
  • Usa frasi accorciate, con una grammatica molto semplice o scorretta
  • Non ha una buona coordinazione motoria, scrive e disegna con fatica
  • A scuola fatica a leggere e scrivere, è lento, fa molti errori ortografici, ha difficoltà con i calcoli o a memorizzare
  • Fatica a restare fermo o concentrato

Spazio genitori: piccoli gesti per casa

Strategie semplici, da usare nel quotidiano, per stimolare i prerequisiti del linguaggio.

Un albo illustrato aperto e un peluche appoggiati su un cuscino a stelle

Create bisogni comunicativi

Non anticipate ogni sua richiesta: mettete alcuni giochi in vista ma fuori portata, così sarà portato a chiamarvi e a chiedere.

Lasciate scegliere

“Vuoi la mela o la banana?” Scegliere allena comunicazione, attenzione e decisione.

Un gioco alla volta

Si passa al successivo solo dopo aver riordinato il precedente: una routine di inizio e fine aiuta l'attenzione.

Riordinate per categorie

Macchinine, costruzioni, animali, cucina: cercare e mettere a posto allena comprensione e classificazione.

Fate i turni

“Tocca a me… tocca a te!” oppure “tre, due, uno… via!”, allungando piano piano l'attesa.

Festeggiate

Il rinforzo positivo è importantissimo: celebrate ogni piccolo obiettivo raggiunto.

Le parole delle famiglie

Estratto

Professionalità ed empatia. testo omesso Fin dalla prima seduta è riuscita ad entrare in relazione con la bambina, fatto non scontato, e a lavorare bene con lei, che ci è sempre andata molto volentieri. È sempre stata disponibile per qualsiasi necessità, puntuale, e ha sempre risposto velocemente ai miei messaggi. testo omesso

Estratto

Empatia, sensibilità e grande professionalità descrivono la sua persona. testo omesso Per lei solo un grande grazie!

Estratto

Professionista preparata e molto dolce con i bambini. Con mio figlio si è instaurato un buon rapporto: per lui le sedute erano un gioco testo omesso. Irene si è proposta anche per parlare con le maestre. Esperienza positiva!

Estratto

Irene è una persona dolcissima ed una professionista. testo omesso ha insegnato anche a noi genitori come poterlo aiutare al di fuori delle sedute. Si è instaurata fin da subito complicità con il bambino e per lui è stato sempre un piacere andare alle sedute: ha imparato divertendosi.

Grande empatia con mio figlio e ci ha sempre resi partecipi, spiegandoci cosa facevano in seduta e come poter aiutare mio figlio anche a casa. Noi ci troviamo benissimo.

Estratto

Persona preparata, testo omesso seria e professionale.

Estratto

Fin dal primo incontro ha instaurato un rapporto di fiducia con mio figlio. testo omesso il bambino è sempre andato volentieri. testo omesso

Estratto

testo omesso ha saputo creare subito un rapporto con mio figlio, tanto che vorrebbe andare da lei ogni giorno testo omesso. Competente ed empatica. testo omesso

Estratto

Molto empatica e dolce con i bambini. testo omesso Molto puntuale e precisa attenta anche alle esigenze dei genitori.

Estratti, senza nome, dalle recensioni su MioDottore. Leggile tutte  Come vengono verificate

Domande frequenti

Si articola in più momenti: raccolta anamnestica, colloquio con i genitori e valutazione diretta del bambino, con attività sempre proposte in forma di gioco. Al termine (di solito servono più sedute) c'è una restituzione ai genitori, in cui si condividono punti di forza e fragilità e si delinea un eventuale percorso.

Rivolgersi a una logopedista non significa per forza iniziare un trattamento. Dopo la valutazione le strade possono essere: counselling alla famiglia, trattamento indiretto (parent training) o trattamento diretto. Modalità e frequenza si concordano con la famiglia e possono cambiare nel tempo.

Non esiste una durata standard: dipende dalle difficoltà e dalla loro gravità, dall'età, dalla frequenza delle sedute e dal lavoro svolto a casa e a scuola. A volte si procede per cicli, alternati a periodi di monitoraggio.

Ogni bambino ha i suoi tempi, ma se a 24 mesi non conosce almeno 50 parole si inizia a parlare di ritardo di linguaggio. A 3 anni dovrebbe esprimersi con frasi comprensibili anche agli estranei, a 4 anni dovrebbe pronunciare tutti i suoni. Nel dubbio, meglio parlarne presto: quando serve un intervento, cominciare per tempo aiuta.

No, per un percorso privato non è necessaria. Se avete già valutazioni o relazioni di altri specialisti, portatele al primo incontro.

È un momento per conoscerci: mi raccontate i vostri dubbi, vi spiego come lavoro e valutiamo insieme il percorso più adatto al vostro bambino, a cominciare dal capire se serve una valutazione.

Fissiamo un primo incontro conoscitivo

Se hai bisogno di più informazioni o vuoi fissare un incontro conoscitivo, sono sempre a tua disposizione.

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